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Iperico, l’Erba di San Giovanni

Il 24 giugno, natività di san Giovanni Battista, è il giorno in cui tradizionalmente si raccolgono, al loro massimo rigoglio, i fiori giallo oro dai petali delicati, riuniti in corimbi dell’Ipeirco (Hypericum perforatum L.), l’erba – appunto – di san Giovanni.

Già apprezzato dalla farmacopea greco-romana, l’Iperico nei secoli è entrato a far parte della medicina tradizionale di vari paesi europei come cicatrizzante, balsamico, antinfiammatorio e antiemorragico. Oggi è usato anche come valido rimedio per la cura della depressione lieve e moderata, con un’efficacia paragonabile ad alcuni psicofarmaci (con l’avvertenza che, in ogni caso, se si assumono già dei farmaci, prima del suo utilizzo, è bene consultare il parere del medico, poichè l’estratto di Iperico può interferire sul loro metabolismo, inibendone anche l’attività. É controindicato in età pediatrica e nell’adolescenza).

La preparazione tradizionale più diffusa di questa pianta è l’oleolito, dal caratteristico color rosso rubino, ottenuto per macerazione dei capolini fioriti in olio vegetale dentro vasi di vetro esposti al sole per almeno un mesetto (tradizionalmente per 7 settimane) e agitato una volta  al giorno. Una volta pronto viene filtrato e messo in flaconi di vetro scuro. L’olio di Iperico ha tantissime proprietà: è dotato di una buona azione cicatrizzante, antisettica, emolliente ed antinfiammatoria.  É utilissimo per ustioni, scottature, ferite, eritemi, per emorroidi, ragadi e, in generale, per la cura della pelle.

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